» STORIA - 03/07/11
IL CADORNA RIPUDIATO
Udine cancella dalla toponomastica il generale cui il Lago Maggiore ha dedicato un mausoleo
Udine cancella Luigi Cadorna. Il generale di Caporetto, il Maresciallo d'Italia, non avrà più intitolato un piazzale. La città friulana l'ha rimpiazzato con l'Unità d'Italia, esprimendo non tanto e non solo una revisione toponomastica, quanto una scelta precisa, un giudizio storico, una rivendicazione.
La biografia del pallanzese Cadorna è nota. Erede d'una dinastia di militari sabaudi, nipote del giudice e statista Carlo, figlio del generale Raffaele - l'uomo che aprendo la breccia di Porta Pia pose fine al potere temporale del Papato e unì fisicamente l'Italia - ha suo malgrado legato il proprio nome alla prima guerra mondiale. Capo di Stato Maggiore, leader indiscusso dell'esercito con una forte ascendenza sul governo, fu il fautore della tattica che portò alla sconfitta di Caporetto. La disfatta, ma soprattutto i malumori per le sue qualità di generale rude, sordo alle necessità dei soldati martoriati dalla vita di trincea e inflessibile nel mandarli all'attacco usandoli come carne da cannone, gli costarono la sostituzione con Armando Diaz.
Caduto in disgrazia, inviso ai reduci, Cadorna fu riabilitato da Mussolini. Nonostante non fosse fascista, il generale fu premiato dal Duce con il titolo di Maresciallo d'Italia. I pallanzesi gli costruirono la villa in Castagnola che ancora oggi raccoglie le memorie dei Cadorna e la Città fece erigere, sul lungolago e dietro progetto dell'architetto Marcello Piacentini, un grande mausoleo. Gli venne anche intitolata una via, la strada che dalla parte alta di Pallanza scende sino alle spalle del lungolago, dove sorge la casa di famiglia dei Cadorna.
A Verbania, città del generale ma anche del figlio Raffaele, che contribuì alla lotta partigiana, la notizia della disintitolazione udinese è arrivata portata dalla stampa. Dalle colonne del più piemontese (già sabaudo) dei quotidiani si legge, a firma dello scrittore trentino Ferdinando Camon, un duro commento su Cadorna. La decisione dell'Amministrazione friulana diventa, nel suo editoriale, il simbolo della lotta di classe, della vittoria delle masse (i soldati mandati al massacro) sulla classe dirigente (il re, la nobiltà e la borghesia militare). Forse la vede così anche la giunta di centrosinistra guidata dall'ex rettore Fulvio Honsell.
Senza difendere Cadorna, figura a dir poco controversa di cui anche i verbanesi non hanno mai mostrato pubblico orgoglio, ma figura non certamente avulsa dal contesto storico del tardo '800 e del primo '900 (non furono spietati i generali inglesi e francesi che mandarono a morte migliaia di soldati nella battaglia della Somme?), viene da chiedersi quale lezione venga da Udine. La speranza è che, come teorizzato da Camon, non sia il desiderio di sfogare insoddisfazioni, delusioni e rancori di questa nostra Italia del 2011 che civilmente si va imbarbarendo. Anche perché piazzale Cadorna, a Udine, ormai si chiama piazzale Unità d'Italia. Che sia di buon auspicio.


Nella foto: il monumento a Luigi Cadorna a Pallanza
di: Emilia Malpaga
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