» ECONOMIA - 10/07/11
UNA MANOVRA A DUE VOLTI
Piccoli ritocchi e grandi promesse. Nuove tasse e vecchie procedure
Una volta c'era la Legge finanziaria, il provvedimento omnibus in cui alla fine di ogni anno venivano stipate le misure più varie e disparate cercando di conciliare le esigenze della politica con quelle del bilancio pubblico. Ora c'è la manovra di inizio estate dove, come dimostra il decreto approvato dal Governo l'ultimo giorno di giugno, si sono raccolti piccoli ritocchi e grandi promesse, nuove tasse e vecchie procedure, speranze deluse e illusioni mancate.
Il primo punto da sottolineare è comunque la buona volontà. Il Governo ha cercato di scontentare il meno possibile i cittadini/elettori/contribuenti evitando misure che colpissero immediatamente il portafoglio e nello stesso tempo ha garantito alcuni interventi, come il bonus sulla produttività, che possono concretamente agevolare il cammino di un ancora difficile ripresa economica.
Ma insieme alla buona volontà c'è stata anche una sostanziale mancanza di incisività. Molti interventi, come i ticket sulla sanità, sono rimandati al 2012. Altri molto importanti, come la revisione delle aliquote fiscali, sono entrati nell'area delle pause di riflessione. Altri ancora, come l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne, hanno tempi di attuazione talmente lunghi da diventare praticamente irrilevanti. Vi sono poi misure sostanzialmente dimostrative, come la tassa aggiuntiva sulle auto di lusso, e altre che rischiano di essere controproducenti come l'imposta sulle transazioni finanziarie che avrebbe un senso solo se adottata da tutti i paesi europei.
Vi è la promessa di un taglio dei costi della politica e del finanziamento ai partiti, ma non c'è alcun elemento strutturale come sarebbe stata l'abolizione dei centri di spesa (dalla riduzione del numero dei parlamentari all'abolizione delle province, dalla razionalizzazione degli ordini professionali alla chiusura dei famosi enti inutili).
Tirate le somme la manovra per quest'anno sarà di 1,5 miliardi, mentre per il 2012 sono previste maggiori entrate o minori uscite per complessivi 5,5 miliardi di euro. Venti miliardi è invece il gettito aggiuntivo previsto sia per il 2013, sia per il 2014: un impegno quindi per il prossimo governo.
Ogni intervento comunque si potrà giudicare solo quando sarà approvato definitivamente dal Parlamento. Vi sono comunque due elementi di fondo, uno positivo, l'altro negativo, che meritano di essere subito sottolineati.
È positiva l'introduzione di un prelievo fiscale forfettario del 5% riservato ai giovani che avviano un'impresa, prelievo che potrebbe costituire uno spunto decisivo per superare gli ostacoli burocratici e amministrativi (che peraltro in gran parte rimangono) per l'imprenditoria giovanile.
È invece negativo il fatto che sembra accantonata nell'ambito della riforma fiscale l'introduzione di agevolazioni più dirette e immediate per le famiglie. Di quoziente familiare, come nel modello francese, non si parla più così come non si parla del più blando "Fattore famiglia" ipotizzato dall'Osservatorio nazionale delle famiglie.
Una manovra a due volti quindi. Ed è un peccato che il Governo abbia già preannunciato di voler porre il voto di fiducia in modo da bloccare ogni discussione in Parlamento. Ma si sa. Con l'estate alle porte non ci può certo pretendere che deputati e senatori facciano gli straordinari e si riducano le ferie...


nella foto: Giulio Tremonti
di: Gianfranco Fabi
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