» Incontri - 24/07/11
IL PAPA E IL GENIO FEMMINILE
Mara Monetti, la varesina che ha scritto la postfazione di "Donne nel Medioevo"
L'incontro del sabato mattina con Mara Monetti è diventato per me un appuntamento quasi fisso: alle ore 7 e 25 Santa Messa dai Salesiani, coronata da una prima colazione "come si deve" chez Buosi e da un passaggio all'edicola di Piazza Beccaria, dove Chiara e Francesco, oltre al giornale, dispensano sempre anche un cordiale sorriso. Poi ognuno al suo lavoro, io all'Ospedale di Busto e Mara nel suo studio di Viale Aguggiari al numero 10, dove riceve i pazienti che necessitano delle sue cure. Mara infatti è psicologa, esperta in psicopatologia dell'età evolutiva, e non solo. Aveva iniziato la sua carriera professionale come fisioterapista, poi ha deciso di dedicarsi alla cura della psiche, si è laureata in filosofia e psicologia all'Università Statale di Milano ed ha frequentato la scuola di psicoterapia di Giacomo Contri.
Qualche sabato fa Mara si è presentata raggiante al nostro appuntamento settimanale con un libro fresco di stampa dal titolo "Donne nel Medioevo", il cui autore non è certo uno sconosciuto, trattandosi di Sua Santità, il Papa Benedetto XVI. Il libro è una raccolta di brevi biografie di sante del Medioevo, da Ildegarda di Bingen a Giovanna d'Arco, che documentano l'importanza del genio femminile nella storia della Chiesa e della nostra civiltà.
Ebbene, Mara Monetti è stata incaricata dalla casa editrice Marietti, che ha editato il testo, di scrivere una postfazione all'opera di cotanto autore. Scrive la Monetti: "In questo tempo disorientato e sofferente il poter ripercorrere l'esistenza di alcune figure femminili di sante, mistiche, vergini e spose... è un'offerta amorosa e sicura alla umanità di ciascuno di noi. Lo svolgersi dei pensieri e degli accadimenti nella vita delle sante, in una continua mescolanza di fragilità e di forza, è segnato dal comporsi progressivo e luminoso dei tratti peculiari dell'essere donna... l'immediatezza del rapporto con la persona, l'umiltà, la carità, il chinarsi verso l'altro... l'unità essenziale di corpo e anima; tutto ciò che tocca il corpo tocca l'anima e lascia tracce e segni che non si perderanno più. Le loro opere e attività ci testimoniano che la peculiarità del genio femminile consiste proprio nel lavoro di affermazione, accoglienza e protezione di ogni esistenza. Il loro rapporto è con Cristo vivo e per questo desiderano conformarsi, somigliare e unirsi all'Amato fin nei suoi comportamenti, senza riserve.
Queste donne attraverso la tensione dall'unione profonda con Cristo e perciò ad ogni forma e senso dell'umano, danno luce e forma alla Redenzione dell'uomo, alla ardente Bellezza, che continuamente ci strappa dal nulla. Nessuna donna partorisce per se stessa: il nuovo nato è per il mondo"
E dopo questa prima colazione, l'invito è allora alla lettura del libro, alla scoperta del genio femminile.


Nella foto: Una donna impartisce lezioni di geometria ad un gruppo di monaci (miniatura medievale)
di: Guido Bonoldi
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