» STORIA - 31/07/11
PERCHÉ A ROMA IL QUADRO DI PAGLIANO?
Trasferito per una mostra. Ma violando un vincolo
Agli inizi dell' anno si è conclusa presso le Scuderie del Quirinale una mostra dedicata al 150° dell'Unità d'Italia.
Anche la nostra città era rappresentata dal dipinto "Il passaggio del Ticino a Sesto Calende dei Cacciatori delle Alpi il 23 maggio" di Eleuterio Pagliano (1826 - 1903 ) raffiguratosi nell'opera.
Il quadro era stato donato dal signor Antonio Tittoni Traversi su sollecitazione del professor Mario Bertolone, allora direttore del museo civico.
All'atto di donazione, redatto il 3 gennaio 1942, presenziarono, oltre al notaio, il commendatore Alessandro Pissavini, procuratore del donatore Antonio Tittoni Traversi, il Grand'Ufficiale Domenico Castelletti, podestà di Varese quale rappresentante pro tempore del beneficiario, come testimoni l'impiegata Giuseppina Carati e Mario Bertolone, come detto direttore dei musei civici.
Stralciando dall'atto si legge:
Il Comune di Varese non potrà in perpetuo alienare il quadro donato e non potrà rimuoverlo dalle sale del Museo Civico del Risorgimento di Varese, accettando con quest'atto il vincolo perpetuo assoluto dell'inalienabilità e della inamovibilità.
Se fossi un discendente del donatore pretenderei la restituzione del quadro. Il suo trasferimento ha privato Varese di un importante testimonianza iconografica.


Nella foto: "Il passaggio del Ticino a Sesto Calende dei Cacciatori delle Alpi il 23 maggio" di Eleuterio Pagliano, Musei Civici, Varese (particolare)
di: Fernando Cova
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