» Libri - 04/09/11
"GIALLO" CON SORPRESA
"Le inutili precauzioni", ultimo romanzo di Giuseppe Battarino
Una donna trovata senza vita nel proprio appartamento e la raffinata intelligenza di un PM che sfida le "inutili precauzioni" prese dall'assassino. Una scrittura elegante e un intreccio che scorre fluido, senza per questo rinunciare a scandire puntualmente i ritmi imposti dalle procedure giudiziarie.
Attorno il denso mondo di relazioni che fa di Sopravilla, luogo degli eventi, una cittadina di provincia dove la tradizione e la cultura, la quotidianità mai del tutto scontata, la realtà delle nuove immigrazioni si incrociano fino a fondersi inconsapevolmente.
E la verità arriva lenta, facendosi largo tra l'echeggiare dei media, la forza oratoria di legali di grido, la patina lucente di certa classe agiata che nasconde sotto il tappeto del perbenismo la polvere dei propri limiti.
Questi gli ingredienti che "Le inutili precauzioni", l'ultimo romanzo di Giuseppe Battarino, mescola sapientemente in un "giallo" che, pur conservando tutte le caratteristiche del genere, si apre a una soluzione narrativa originale: non è infatti l'errore commesso dall'assassino a portare alla verità, bensì la forza semantica ed analogica di un particolare, capace di innescare nel giovane PM Sergio Petrelli un percorso intuitivo inarrestabile.
Lo snodo risolutivo viene infatti affidato a un sottile gioco di rapporti tra un dato sensoriale inconsapevolmente acquisito e la razionalità che ne deriva, una volta che tale elemento nascosto viene condotto al livello della coscienza.
Un passaggio inaspettato, inconsueto che porta il personaggio di Petrelli a rafforzare il ruolo di attento e pacato osservatore che l'autore gli aveva già assegnato in "Sentieri invisibili", l'opera con la quale due anni fa si era proposto come scrittore di gialli.
Piace Sergio Petrelli e non solo per quel dosato "eroismo della mente" che lo fa andare oltre l'apparenza. Piace perché ascolta musica, vede e rivede un film, afferra la causalità degli incontri e ne fa un pezzo della propria storia, si lascia scappare impacciato la bellezza di un amore.
Tutto questo nella disarmante normalità di una vita e di un luogo inventati eppure così uguali a tante vite e a tanti possibili luoghi familiari nei quali riconoscersi.
Giudice presso il Tribunale di Varese ed associato temporaneamente a quello di Paola in Calabria, Battarino, nella variegata componente ideativa dei propri romanzi, stempera la specificità dell'azione giudiziaria, guidandovi il lettore quasi per mano.
Lo fa con garbo meticoloso e discreto, scardinando intanto tutte le inesattezze di cui patiscono e abusano spesso gli intrecci sommari delle fiction televisive e ristabilendo i parametri di un corretto uso terminologico, in molti casi inficiato dalle semplificazioni della stampa.

G. Battarino, Sentieri invisibili, Todaro editorie, 2009
G. Battarino, Le inutili precauzioni, Todaro editore, 2011


di: Luisa Oprandi
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