» Incontri - 02/10/11
IL GIGANTE DELLE NANOTECNOLOGIE
Come trovare risposte all'esigenza di totalità. Il caso di Mauro Ferrari
"È una grande cosa la serietà scientifica, ma non in ha in sé la risposta alla sua caratteristica più fondamentale e decisiva; non ha la risposta all'esigenza della totalità". Questa affermazione di Don Giussani, tratta dal libro "Ciò che abbiamo di più caro" (ed. Rizzoli) descrive una sproporzione strutturale tra la ricerca scientifica e l'esigenza che la muove, una esigenza alla quale nessuna conquista scientifica potrà mai dare risposta compiuta.
Ma allora come si può trovare la risposta a questa esigenza di totalità, senza della quale il nostro cuore rimane sempre insoddisfatto? Non può accadere che un uomo, ed anche uno scienziato, possa incontrare la "totalità"?
Sabato 24 settembre ci siamo ritrovati in un folto gruppo di amici, trascinati dalla passione per l'umano di un amico sacerdote, per una cena a buffet con proiezione di un video presso la sala Giorgia Jazz di Vedano Olona.
Attraverso YouTube abbiamo potuto rivedere l'intervento che un grande scienziato ha tenuto sul tema delle nanotecnologie applicate alla medicina al Meeting di Rimini del 2010 ("Piccolo è bello, nano ancor meglio: le meraviglie delle nanotecnologie"). Lo scienziato è un italiano che vive e lavora negli Stati Uniti dal 1985: si tratta di Mauro Ferrari, la cui storia val la pena di essere raccontata.
Dopo essersi laureato in matematica presso l'Università di Padova nel 1985, Mauro Ferrari è andato in California, alla prestigiosa Università di Berkeley, per un dottorato in ingegneria, con la sua giovane sposa, Maria Luisa. A Berkeley Ferrari ha iniziato la sua carriera accademica di docente e ricercatore ed è rimasto fino al 1998. Nel frattempo dal matrimonio di Mauro e Maria Luisa sono nati tre figli, Giacomo, il primogenito, e poi due gemelle, Kim e Chiara. Ma proprio in quegli anni la famiglia del giovane ricercatore è stata colpita da un grave lutto: l'amata sposa, Maria Luisa, si è ammalata di tumore ed è morta nel giro di pochi mesi. Questo grande dolore ha determinato una svolta nella vita di Mauro ed ha rappresentato per lui, sono sue parole, "il portale che lo ha messo in comunicazione con il Mistero". Ha deciso di dedicarsi alla ricerca sul cancro, sviluppando l'impiego delle nanotecnologie nella diagnosi e nella cura dei tumori. In pochi anni è diventato uno dei massimi esperti americani nel settore: ha lavorato prima presso la Ohio State University e poi presso la Università di Houston nel Texas; è stato chiamato dal National Cancer Institute di Bethesda a dirigere il più grande progetto di ricerca mondiale in questo settore; da circa un anno è diventato amministratore delegato del Methodist Hospital di Houston, uno dei più importanti centri di oncologia degli Stati Uniti. Mauro si è risposato con Paola, che ha messo al mondo altre due gemelle, Ilaria e Federica ed è diventata così mamma di cinque figli in meno di un anno.
Oltre che uno scienziato geniale, Mauro Ferrari è un uomo lieto e simpatico (cliccare per credere), lo si capisce da come racconta di sé, con una libertà che è il segno inconfondibile di una Presenza, che ha sorpreso la sua vita attraverso l'esperienza di quel grande dolore e non lo ha più lasciato; nel 2010 lo ha condotto fino al Meeting di Rimini, dove ha raccontato, a qualche migliaio di amici sconosciuti, quello che non aveva ancora forse detto a nessuno. Al Meeting di quest'anno Mauro ha mandato un saluto attraverso un video ed ha confessato che la sua vita, dall'incontro al Meeting dell'anno precedente, è cambiata: una seconda svolta.
L'altra sera dopo avere visto il video ne abbiamo poi parlato insieme, come è consueto nell'ambito di queste serate: in particolare Don Roberto ha raccontato quello che la testimonianza di Mauro Ferrari sta muovendo in lui: come quel giorno all'alba, quando gli apostoli che non aveva pescato nulla durante tutta la notte, dando ascolto a colui che dalla spiaggia gli aveva suggerito di gettare la rete a destra della barca, pescarono una gran quantità di pesci, e Giovanni, vedendo i pesci, capì e disse "È il Signore".
Don Roberto ha deciso: Mauro Ferrari lo vuole conoscere di persona, invitarlo a Varese o andare a Houston, o più probabilmente tutte e due le cose.


Nella foto: Mauro Ferrari
di: Guido Bonoldi
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