» CaraVarese - 02/10/11
LE OMISSIONI, IL NOSTRO PECCATO
Sono in aumento. E ne soffre la trasparenza
Ad alcuni mesi dalla sua nomina a prevosto, monsignor Riccardo Pezzoni venne invitato al Rotary Club Varese dove per tradizione si salutano i nuovi rappresentanti delle istituzioni, ma non si tengono dibattiti politici o religiosi mentre l'impegno verso la comunità locale si traduce in iniziative di solidarietà e cultura e in campo internazionale vede una partecipazione attiva a progetti come quello della vaccinazione contro la poliomielite di tutti i bimbi delle aree disagiate mondo.
Molte le domande al prevosto dopo il suo intervento, un socio gli chiese quale fosse il peccato più frequentato dai varesini: don Pezzoni non ebbe esitazioni e indicò le omissioni.
Sono passati tanti anni da allora e ho potuto constatare l'aumento del fenomeno non solo da noi, ma nell'intero Paese dove la pratica dell'omissione ha favorito lo sviluppo di un nuovo tipo di furto, quello della trasparenza, non sempre perseguibile penalmente.
L'omissione di partecipazione, di controllo e stimolo da parte dei cittadini, cioè la delega stanca, acritica, data per abitudine può dare spazio nelle istituzioni a tentazioni di potere inaccettabili, a privilegi, a una gestione della cosa pubblica non trasparente come dovrebbe essere soprattutto in settori a forte specializzazione per i quali è richiesta una conoscenza molto vasta delle tematiche.
Ci sono veri e propri santuari nei quali i comuni cittadini, che li mantengono con le tasse, perdono il diritto a essere rappresentati al meglio. Amministrazioni pubbliche, la magistratura, la sanità, il mondo accademico hanno offerto esempi non confortanti di un appannamento di sensibilità e attenzione lesivo dell'immagine e quindi non più riferimento in termini di certezze come in passato.
Negli anni agitati in cui viviamo a volte manca di trasparenza pure quell'informazione che ha voluto seguire la politica sul terreno delle contrapposizioni, della guerra civile, con il risultato di perdere credibilità. Domani avremo un'Italia nuova, finalmente, ma quale fiducia potranno riscuotere i mass media che con metodi non convincenti hanno partecipato alla buona battaglia?


di: Pierfausto Vedani
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