» SOCIETA' - 09/10/11
LA MALINCONIA DELLA BEVUTA ASSISTITA
Tranquillo, se ti ubriachi un'auto ti riaccompagna a casa
La cronaca locale dei giorni scorsi si è occupata della riapertura di una discoteca in Varese centro, per la gioia dei giovani e la lecita preoccupazione di quanti abitano nel palazzo in cui è collocata. Pare che il problema rumore, già in tempi passati sollevato dai condomini, sia risolvibile grazie ad efficaci sistemi di isolamento acustico. Tranne, naturalmente, che per lo schiamazzo di gruppo e i disagi verso i residenti del dopodiscoteca. Chissà perché si tende sempre più a ritenere normale che il godimento di alcuni debba tradursi in scarso rispetto per tanti altri... Ma non è di questo che vogliamo occuparci qui.
A colpire è la notizia che i proprietari si siano detti pronti a mettere a disposizione dei clienti un'automobile con autista per riportare a casa chi si lasciasse prendere la mano, e soprattutto lo stomaco, dal troppo bere.
Tutto questo per la tranquillità di quanti non se la sentono di affrontare il rientro a casa in stato di ebbrezza e per la sicurezza di mamma e papà. Promessa anche la distribuzione di tagli di pizza. Perché, si sottolinea, lo stomaco pieno affronta meglio l'alcol.
La rassicurante notizia non ci rassicura per niente. Chi scrive ha profondamente ammirato alcuni decisi interventi controcorrente, sia nei giornali che in televisione, del bravo Beppe Severgnini, sollecitato a dire la sua su argomenti del genere: perché, si chiedeva il giornalista, non imparare a dire i necessari no ai giovani, perché non essere capaci di spiegare il confine tra quanto si dovrebbe e non si dovrebbe fare quando si sta insieme per divertirsi, perché non manifestare a chiare lettere cosa ci si aspetta o no da un ragazzo, da un figlio, da un giovane che si avvia ad affrontare la vita e non sa fermarsi di fronte a un bicchiere (a volte anche ad altro) assunto in contesti di sballata socialità?
Certo è più facile per un genitore dire sì piuttosto che no, approvare anziché dissentire. Il sì facile crea consenso, mette da parte ogni conflittualità, evita lo scontro generazionale.
Ma, ci si deve chiedere, che razza di uomo smidollato sarà mai un ragazzo che va in discoteca con l'idea che può anche esagerare, tanto ci sarà la fata benefica che lo riporta nel suo caldo letto? Viene da pensare che sia quasi meglio una ciucca da vita spericolata, piuttosto che una "bevuta assistita" nei lieti calici. Che ci sembra il massimo della diseducazione, un pericoloso, permissivo atteggiamento che può ancor più indurre a lasciarsi andare.
Sarebbe ora che ci tenessimo cari i nostri ragazzi, minorenni o appena maggiorenni che siano, che non gli concedessimo l'uscita e la bevuta facile, ancorché protetta. Certo può tornare comodo che intanto anche i genitori possano tirar tardi con gli amici, che i proprietari dei locali abbiano il pienone assicurato e la cassa sonante.
Forse, usando davvero buon senso, generosità e fantasia, si potrebbero tenere invece un po' più aperte le porte di casa. Indicare altri valori con possibilità di divertimento più sano. E, nei locali cosiddetti del divertimento, se proprio ci si deve finire, bisognerebbe offrire altre e gustose consumazioni che non siano alcool e porcherie che portano alla dipendenza e intontiscono. E creano quella "uscita dal mondo" - vissuta nella promiscuità del branco ma alla fine in perfetta solitudine - "che lascia svuotati e annientati al mattino", come spiega il sociologo Alberoni nel suo ultimo libro "Viaggio nell'animo umano".
Si dovrebbe anche anticipare l'orario di apertura e chiusura dei locali. Se davvero li amiamo, se abbiamo a cuore i nostri ragazzi, ci sono domande da porsi e soluzioni da offrire. Probabilmente le stesse che anche molti giovani, propensi a un più sano divertimento, vorrebbero.
Perché anche nelle loro corde, dietro luci e lustrini, è ormai svelata la sensazione dell'inganno. Nella musica martellante, nella confusione del rumore, nella ricerca di sensazioni forti ristagna spesso la malinconia senz'amore di tanti sprovveduti militanti della brigata della notte. Molto più manipolati e meno liberi di quanto aspirino ad essere.


di: Luisa Negri
..................................................................................................................................
Condividi | |