» AMBIENTE - 09/10/11
AUTOMOBILISMO: PILOTI IN SUBORDINE
Ormai contano solo le macchine
Ma quanto è bravo Vettel, ma quanto è bello Vettel, ma quanto è tedesco Vettel. Ma quanto di Vettel è bello l'inno nazionale che orami, di vittoria in vittoria tutti hanno imparato a conoscere.
Che si voglia dire, meglio che tutti vogliano dire, ma quanto è Schumacher (quando era in rosso) questo Vettel?
In un mondo in cui la perfezione del mezzo rasenta il cento per cento delle possibilità di vittoria chi ha il mezzo più forte vince. Così è del pur bravissimo Vettel così è stato del Schumacher ferrarista. Che poi, talvolta, la sorte o, comunque, il fattore esterno, ci mettano lo zampino è cosa possibile. Ma si può trattare solo di situazioni da collocare rigorosamente all'infuori della qualità della vettura. E a condizione - allora - che il concetto di bravura del pilota subisca il suo buon ridimensionamento. Come quello che hanno subito gli strateghi della Ferrari lo scorso anno riuscendo a far perdere ad Alonso un campionato che l'asturiano s'era già, graziosamente, infilato nelle capaci e rosse tasche della sua altrettanto rossa tuta imponendogli, dai box, la più becera delle tattiche.
Insomma, gli errori del pilota, (come le irrazionalità "hamiltoniane") sono errori. Punto e basta. Che semmai vanificano o, quanto meno, sminuiscono le qualità di un mezzo. Ma se il mezzo è forte, se il mezzo è "il più forte" in competizione, nell'automobilismo odierno la graduatoria può essere una sola, diventando del tutto scontata. Insomma il pur bravissimo Vettel è il pilota della stupenda Red Bull esattamente quello che era il bravissimo Schumacher della stupenda Ferrari.
Se così è, come ci pare, del meglio e del peggio negli uomini, non rimane che cercare gli spiccioli: la bravura di Alonso (non ci stancheremo mai di dirlo per troppo tempo lasciato a balia altrove dalla Ferrari) neppure gli consente, di reggere la competizione con Vettel così come non lo consentono le ripetute e continue necessità di esami di riparazione di quel Hamilton che mediocre non è di certi ma irrazionale di certo è.
La differenza tra Massa e Alonso e qualche altra briciola di contorno completano il quadro.
Il resto è tutto fuori dalla portata degli uomini-pilota.
Le macchine. Contano solo quelle.
Cosa per la verità, anche un po' noiosa.
Tanto varrebbe posporre l'importanza della conquista del titolo di campione al pilota primo classificato finale (titolo oggi prevalente) a quello della vittoria tra i costruttori.
La logica - almeno oggi - così vorrebbe.


Nella foto: Sebastian Vettel
di: Ettore Pagani
..................................................................................................................................
Condividi | |