» Lettere - 09/10/11
SPONSOR E VERDE
Fontana precisa, Zanzi risponde
In merito all'articolo del dottor Daniele Zanzi pubblicato sulla testata RMFonline "Se il privato sponsorizza il verde" mi preme fare alcune precisazioni. Prima di criticare occorre conoscere quali siano i dettagli di un bilancio comunale. Un conto, infatti, è la parte investimenti, un conto la parte corrente. Tra i due capitoli non è possibile effettuare "travasi" di fondi. Per quanto riguarda il settore verde pubblico, entrando nello specifico, la manutenzione di parchi e giardini rientra nelle spese correnti, la realizzazione o il rifacimento di zone verdi rientra nella parte investimenti. Affermare che si sarebbero potuti usare i soldi utilizzati per il restyling dei giardini di Sant'Ambrogio, viale Dandolo e viale dei Mille (anno 2010) per le manutenzioni attuali significa non conoscere, appunto, i meccanismi di un'amministrazione comunale. Da "fuori" sembra tutto molto facile e flessibile. In realtà non è così: ci sono regole e vincoli ben precisi da seguire.
Non solo. Per quanto riguarda le sponsorizzazioni, non credo sia un'incomprensibile trovata. Credo invece sia un modo per cercare di coinvolgere i privati nella gestione del bene pubblico, cosa che già avviene anche nel settore del verde con alcune zone ed aiuole "curate" direttamente dalle imprese.
Il sindaco di Varese
Attilio Fontana



Egregio signor sindaco,
mi permetto brevemente e con spirito costruttivo di replicare alla sua puntualizzazione.
La mia è una posizione nota e più volte espressa anche sulla stampa nazionale.
Oggi purtroppo sembra che il verde, che poi è la qualità e il decoro della vita in città, debba essere il primo a pagare lo scotto della recessione. Nei parchi si invoca l'intervento di pecore o mucche a mò di rasaerba, Sindaci e Assessori si dedicano al taglio volontario domenicale delle aiuole. Il messaggio che passa è che il verde, se non sponsorizzato, si trasforma in pattume e ortiche.
La invito a considerare il fallimento - a distanza di pochi anni dal pomposo lancio dell'iniziativa - cui è andato incontro il programma di sponsorizzazioni private delle aiuole di Milano; e nel capoluogo lombardo non si pensò minimamente di "privatizzare", come è volontà a Varese, anche i parchi pubblici, storici per di più!
Ho ben presente - non fosse altro per la mia ormai ultra trentennale collaborazione professionale con il Comune di Varese - le differenze di partite nei bilanci comunali. Il senso del mio appunto era quello di richiamare un maggiore e più efficiente coordinamento tra le diverse attività degli uffici comunali e dei politici preposti al buon funzionamento dei medesimi. L'impressione è che la mano destra non sappia cosa faccia quella sinistra. Ad esempio nel restyling - il cui risultato confermo essere di dubbio gusto - dei giardini di Piazza Milite Ignoto si è introdotto un impianto di irrigazione - che costringerà a raddoppiare il numero di sfalci - e l'impiego di erbacee perenni che richiedono molte cure specialistiche. E se non si troverà lo sponsor per mantenere il nuovo impianto, cosa succederà di quest'area?
Che abbia ragione Leo Longanesi nello scrivere che "l'italiano alla manutenzione preferisce l'inaugurazione ?".

Dr. agr. Daniele Zanzi


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