» AMBIENTE - 16/10/11
LA CITTADELLA INCOMPIUTA
Varese e il dovere di completare l'opera di Salvatore Furia
Lo scorso 16 settembre la Cittadella di Scienze della Natura a Punta Paradiso sul Campo dei Fiori è stata ufficialmente dedicata alla memoria del professor Salvatore Furia. Una bella cerimonia, alla presenza delle massime autorità cittadine, che è stata anche un'occasione per ricordare e onorare la figura di Furia, scomparso nell'agosto 2010. Un atto dovuto l'intitolazione, anche perché egli riposa proprio lì, sulla vetta della sua montagna al cui rilancio e tutela aveva contribuito in maniera determinante. Ora una lapide e un giardino alpino roccioso, alla base della seconda cupola, ricordano l'opera indefessa di questo tenace catanese, trapiantato a Varese, capace di spendersi per questa città molto più di quanto hanno fatto e stanno facendo tanti varesini.
Una figura talvolta scomoda per molti. Di certo un visionario, un precursore dei tempi, un uomo che parlava di ecologia e di rispetto della Natura già negli anni '50 e '60, in piena spensieratezza ed incoscienza ambientale del boom economico; un pioniere dunque che si tirò allora addosso le incomprensioni e i sarcasmi di un'intera cittadinanza.
Ho ascoltato lassù sulla cima del Campo dei Fiori bellissimi discorsi commemorativi, parole straordinarie, molto commoventi; Furia era molto popolare ed amato - certo non solo per i suoi interventi radiofonici e i suoi "pensieri positivi"- e lo è ancora oggi, forse più, a un anno dalla sua scomparsa.
Sarebbe bello e giusto che il fuoco che il Prof accese continuasse a brillare con l'aiuto e il supporto di tutti, in primis delle autorità che in modo toccante lo hanno ricordato a Punta Paradiso.
Vorrei che la sua Cittadella, un'autentica, se non l'autentica eccellenza del territorio varesino, continuasse a brillare, ad essere un punto costante di presenza per quella scienza popolare, cioè alla portata di ciascuno di noi, vagheggiata dapprima da Furia e poi, a dispetto di tutto e di tutti, trasformata concretamente in realtà.
Vorrei che il tutto non si esaurisse nel dedicare una strada, magari quella che risale dal bivio Sacro Monte al Grand Hotel del Sommaruga, al nome di Furia; ma vorrei che tutti si spendessero per continuare il progetto e l'opera di questo visionario varesino che ha toccato il cuore di tanti suoi concittadini.
E per rimanere nel concreto avanzo alcune proposte che spero vengano da subito accolte dai nostri politici e amministratori.
1 - Negli anni '70 Furia ideò il Premio Internazionale "Ecologia Città di Varese ", un riconoscimento ufficiale che la Municipalità conferiva ad una personalità che si era particolarmente distinta, per studi o opere, nella conoscenza e salvaguardia dell'ambiente. Era una bella ed intelligente manifestazione che faceva della nostra città un punto focale d'interesse nazionale nella difesa e tutela ambientale. Il premio, tra i primi nel suo genere in Italia, avrebbe potuto e dovuto crescere; purtroppo mancò la volontà politica a supporto e tutto finì dopo pochi anni.
Un vero peccato! Sarebbe ora bello, e doveroso, riattivare l'iniziativa e dedicare proprio il riconoscimento al nome di Furia. Attorno a questo premio potrebbero poi essere abbinate manifestazioni culturali e ambientali collaterali così da rendere Varese la capitale nazionale dell'ambiente. Anziché un EuroChocolate, perché non un EuroAmbiente?
2 - Furia nel 1981 ideò e costruì, sfruttando le pendenze che portano alla Cittadella della Scienza, il Giardino Montano per la Conservazione delle Biodiversità "Ruggero Tomaselli". Oggi il giardino sui diversi sentieri ospita una varietà incredibile di flora prealpina ed alpina con la finalità precipua, oltre alla didattica, di conservazione e diffusione della flora endemica. Un gruppo volenteroso ed entusiasta di volontari, in prevalenza giovani, dedica il proprio tempo libero a questo progetto, spendendosi anche nell'improbo e faticoso compito di mantenere le strutture ed eseguire la manutenzione ordinaria del giardino - pulizia dalle infestanti, sfalcio dei rovi, pulizia dei sentieri, taglio delle piante morte, eccetera. Lavori di routine, ardui per dei volontari; sarebbe auspicabile che il Comune di Varese, o un altro ente pubblico, si facesse carico della manutenzione ordinaria del sito, semplicemente inserendo nei propri capitolati d'appalto anche quest'area. Il giardino è infatti a disposizione di tutti i cittadini; è di fatto un bene comune e come tale dovrebbe entrare nel patrimonio pubblico da mantenere a spese dei cittadini e non essere a carico del volontariato.
3 - La Cittadella, allo stato attuale, è una grande incompiuta. Furia idealizzò un complesso astronomico popolare di più ampio respiro con la costruzione di più cupole d'osservazione. Perché il Comune non mette a disposizione le sue strutture, dato che le casse cittadine piangono, per accedere a finanziamenti europei per portare a termine il sogno del suo illustre concittadino?
Al di là dei bei discorsi, dell'intitolazione di vie o piazze - per altro ben accetti e doverosi - sforziamoci perché il progetto di Salvatore Furia possa crescere e svilupparsi. Furia amava molto Varese, per la città si spese come pochi. Varese ha una grande opportunità: quella di continuare la sua opera.


Nella foto: la Cittadella al Campo dei Fiori
di: Daniele Zanzi
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