» Lettera da Roma - 16/10/11
IN GIRO PER I GIARDINI VATICANI
Riaperti al pubblico, li si visita in minibus
Arrivando, come ci si arriva di solito stressati dal traffico e pressati dalla folla, è davvero difficile credere che al fondo di via della Conciliazione, dietro la materna sagoma del Cupolone, si estendano ben ventidue ettari di prati e alberi.
Sono i Giardini Vaticani, difficilmente visitabili sino a qualche settimana fa. Ora invece, grazie ad un accordo con l'Opera Romana Pellegrinaggi, piccoli minibus a metano, per cinque mattine alla settimana, partenza da piazza San Pietro, ne percorrono una parte tra fiori e piante mediterranee, specie esotiche, edicole sacre, grotte, alberi secolari, antiche mura e persino un piccolo bosco.
Oltre alla grotta dove si trova l'altare originale di Lourdes donato al Vaticano nel 1902, si visita il tempietto dedicato alla Madonna della Guardia, il Palazzo del Governatorato, la vecchia sede di Radio Vaticana, la piccola stazione ferroviaria e si ammira la Cupola di San Pietro da un punto di osservazione davvero privilegiato.
Tra i primi oggetti che colpiscono, la Fontana Aquilone. I Papi, in particolare dal Cinquecento in poi, hanno continuato a donare a Roma l'acqua come bene per la vita ma anche come gioia per gli occhi. Per questo l'architetto Giovanni Vasanzio creò una serie di grotte ombrose coperte di muschio e piante rampicanti. Piccole cascate, tritoni, draghi alati alimentano con i loro getti d'acqua una grande vasca centrale da cui emergono le teste di due ninfe. Sotto due grandi cisterne interrate raccolgono i sei milioni di litri necessari per l'irrigazione, le attività antincendio, le fontane.
I Giardini si arricchiscono continuamente di piante rare, grazie anche ai regali delle varie delegazioni che giungono in visita al Papa. Spicca l'ulivo donato dallo Stato d'Israele all'apertura delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede. Tra le piante rare un albero di Ceibo diffuso in Sud America, grandi sequoie e palme Cycas originarie del Giappone. Ci sono alberi secolari che hanno visto passeggiare i Papi o sgranare i misteri del rosario mentre i transitori eventi del mondo si accavallavano dal Rinascimento ad oggi. Una squadra di ben ventisette giardinieri vigila sul tutto.
Nella parte alta dei Giardini c'è un monastero di clausura femminile con religiose provenienti da tutto il mondo. Lo volle Giovanni Paolo II. Lì otto claustrali pregano ogni giorno per il Papa. L'Ordine di provenienza cambia ogni cinque anni in modo da sottolineare la ricchezza, la varietà , la cattolicità della Chiesa. Quando non pregano, le suore lavorano a un piccolo appezzamento dove viene prodotta la verdura (ma anche una deliziosa marmellata) che arriva sulla tavola di Benedetto XVI. Lo chiamano 'l'orto del Papa' e per esperienza diretta posso garantire che le zucchine, i limoni, la lattuga sono davvero ottime. A proposito di verde: nei Giardini c'è anche la riproduzione, con piante abilmente potate, dell'attuale stemma pontificio. Di alternantera rossa e convallaria nera sono composti il volto del moro di Frisinga e la pelliccia dell'orso di Corbiniano.
Ai primi del Novecento l'area ospitava anche un piccolo zoo. Di esso sono rimasti alcuni picchi, upupe ed i vivaci pappagalli parrocchetti che hanno fatto i nidi tra i rami dei cedri. Il Papa più appassionato agli animali fu Leone XIII, quello della 'Rerum Novarum'. Radunava daini, caprioli, persino gazzelle fatte giungere dall'Africa. Un giorno una di esse si lanciò sul Pontefice. Questi per nulla spaventato tranquillizzò i collaboratori dicendo: "Un Leone non può avere paura di una gazzella". Anche i Papi hanno senso dell'umorismo: spirito divino.


di: Paolo Cremonesi
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