» Saro' Breve - 16/10/11
EVASORE PER FORZA
Ha presentato regolarmente le denunce dei redditi, IVA e quant'altro la legge prescrive ma il poveretto, un falegname di Firenze padre di tre figli, non aveva previsto la separazione dalla moglie, la crisi economica e il mancato incasso di crediti da facoltosi clienti. Ridotto in bolletta ha "mandato insoluti due anni di scadenze varie finite tutte nella lista di Equitalia". Lo ha raccontato a un giornale. "Stabilito che non giro in Ferrari né in Porsche e non vivo in una villa con piscina - ha scritto - come può lo Stato pretendere di farmi pagare tre volte il valore che avrei dovuto versare due anni fa ?". Risposta: in base alla normativa vigente che impone una multa da due a quattro volte l'imposta dovuta. Pertanto Valentino Rossi, l'asso del motociclismo, beccato nel 2005 per un'evasione di sessanta milioni, avrebbe dovuto pagare una multa tra 120 e 240 milioni. Avrebbe. In realtà non essendo lui un falegname separato dalla moglie, con tre figli a carico e con crediti non riscossi, che cosa ha fatto? Ha messo in moto i suoi legali e alla fine se l'è cavata con 35 milioni. Perché per il fisco Valentino Rossi è un asso, mentre il falegname di Firenze è solo un due di picche.

di: Pipino
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