» Lettera da Roma - 30/10/11
MATRIMONIO A CASSINO
La vita in due nell'epoca della difficoltà di massa
Matrimonio a Cassino. A sposarsi è una collega di un quotidiano locale: Ciociaria Oggi. La cerimonia si svolge in un piccolo santuario dedicato alla Vergine. La sagoma della celebre abbazia si staglia imponente dai monti circostanti.
Il rito ha un simpatico e per me inedito prologo: l'appuntamento è un'ora prima delle nozze davanti alla abitazione dei genitori della sposa. Le strade per arrivarci sono addobbate da palloncini. Intorno è tutto un andirivieni di auto con fiori e nastri, bambini, fotografi. Dalla casa lei uscirà vestita da sposa scendendo le scale e tagliando un nastro sorretto da due paggetti, che simboleggia l'uscita definitiva dalla casa materna. In attesa parenti, amici, vicini di casa pasteggiano a un banchetto dolce e salato, prologo del pranzo di nozze vero e proprio che si terrà a Gaeta, una mezzoretta di macchina tra le colline e il mare laziale.
Matrimonio in chiesa. Merce rara di questi tempi. Difficile non pensare, per chi come me è sposato con Chiara, cinque figli, all'incredibile sproporzione che esiste tra quel 'sì' detto ventotto anni fa con l' ingenua baldanza della gioventù e il successivo svolgersi degli eventi. "Nella buona e nella cattiva sorte". La vita che cosa riserverà ai due giovani sposi lungo il corso di tutta la loro esistenza? Prole, non prole, lavoro o povertà, salute o malattia...
Eppure la grandezza del matrimonio cristiano sta proprio in questo apparente divario tra l'azzardo di una promessa e l'inesorabile evidenza della realtà, tra la 'benedetta incoscienza' della libertà e l'imprevedibile svolgersi della vita. E la compagnia degli amici che circonda i due sposi, dai testimoni all'ultimo degli invitati, è lì proprio a dire: "Non siete soli ma dentro una storia più' grande che vi comprende".
Nella sua "Mistica oggettiva" l' assistente del teologo Hans Urs Von Balthasar, Adrianne von Speyr, osserva: "La santità non consiste nel fatto che l'uomo dà tutto ma che il Signore prende tutto". In un certo senso anche a dispetto di colui che il Signore sceglie. Infatti "tra offerta e esaudimento", prosegue la Speyr, "vi è sempre come un contrasto, uno sbaglio, una svista. L'uomo offre tutto forse a parole (per esempio quel 'sì'!). Pronuncia l'offerta a mezza bocca. E il Signore l'ascolta come fosse pronunciato nel modo dovuto e quando Egli prende tutto nel suo senso allora l'uomo grida e rimpiange... Ma la Grazia della santità sta appunto nel fatto che il Signore permette la svista".
Ci vuole tutta una vita in due (da qui il valore della fedeltà) per arrivare a cogliere anche solo un accenno di ciò. Ma è questo che fonda la consistenza di un matrimonio in una società in cui tutto congiura a fiaccare o corrodere questa esperienza.
Questo mi veniva in mente ascoltando il 'sì' di Andrea e Katya da Cassino all'inizio della loro grande avventura. Auguri!


di: Paolo Cremonesi
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