» CaraVarese - 30/10/11
I GENITORI ULTRÀ
Il cattivo esempio sportivo incubato dai media
Ai cronisti varesini era nota la presa di posizione di Marco Caccianiga nei confronti dei genitori dei piccoli allievi della scuola calcio del Varese 1910: più richiami energici a rispettare i valori di un insegnamento che ha anche grande influenza sulla educazione alla vita. I minibiancorossi giocano per divertirsi, i consigli tecnici non sono dati per vincere, ma per formare il ragazzino anche sotto il profilo umano. E si gioca pure con regole diverse se l'autogol, un momento davvero frustrante, non è contemplato e il risultato della partita non è mai il fine ultimo. I piccoli allievi della scuola l'hanno capito, molti loro genitori no se durante le partitelle si aggrappano alle reti di recinzione, ai loro figli urlando come ultras consigli e inviti che clamorosamente contraddicono le disposizioni date dagli allenatori-educatori.
Marco Caccianiga, che al Varese 1910 è il coordinatore del settore, si è stancato di vedere disattese le sue richieste ai genitori per una reale collaborazione alla crescita dei loro figli e li ha ammoniti con un cartello esposto sui luoghi degli allenamenti. Il monito, severo ed incisivo, è finito su You Tube ed ha riscosso molti consensi in tutta Italia, anche a livello di mezzi di comunicazione.
Avendo noi giornalisti il compito di informare, ma anche in qualche misura di contribuire alla formazione di chi fruisce del nostro servizio, mi chiedo se siamo sempre all'altezza del nostro compito. La domanda me la sono riproposta pochi giorni fa assistendo a una trasmissione calcistica di una emittente televisiva regionale durante la quale tra esponenti di opposti estremismi di un tifo da bar, altamente diseducativo, non sono mancati scontri verbali, arroganza e il ricorso a una vecchia tecnica da mercato popolare quale quella del "chi vusa pussèe la vaca l'è sua". Il tutto a opera di colleghi di elevato profilo professionale e culturale.
Poiché la formula della rissa continua è adottata da altre emittenti evidentemente è quella che paga di più in termini di ascolti, ne consegue che oggi nei mass media sono richiesti atteggiamenti poco consoni a un certo tipo di crescita che sarebbe invece auspicabile, considerato anche il percorso attuale della nostra società.
Certamente il tifo calcistico ha una intensità unica, ma sarebbe bene interpretarlo con qualche sorriso in più e con un'educazione alla conoscenza tecnica e delle regole, quelle arbitrali comprese,
che garantirebbe una forte diminuzione delle varie tendenze estremistiche che inquinano il pianeta del gioco più bello del mondo.


Nella foto: Marco Caccianiga ed il suo vivaio (dal blog scuola calcio as varese 1910)
di: Pierfausto Vedani
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