» AMBIENTE - 06/11/11
VILLA AUGUSTA: UNA BRUTTA STORIA
Il parcheggio sotterraneo approvato con una decisione che nega precedenti norme e vincoli
E così il Consiglio comunale, in una sua recente seduta, ha dato il via libera alla variante che va a "rimediare" all'errore tecnico, per altro commesso con evidente faciloneria dal Comune stesso, che di fatto bloccava il progetto del megaparcheggio sotterraneo a Villa Augusta.
A nulla sono valse le oltre duemila firme di cittadini che chiedevano la salvaguardia del parco - alla faccia dell'ascolto della volontà popolare! -; a nulla è valso il parere nettamente contrario della Commissione del paesaggio, da me presieduta, che aveva bocciato a più riprese il progetto, giudicando devastante l'impatto che avrebbe avuto sul territorio e non rispettoso di un vincolo cui l'area era sottoposta. A nulla sono valsi gli argomenti delle minoranze. Nulla hanno contato gli inviti a riflettere, le polemiche, gli esposti, le indagini in corso da parte della Procura della Repubblica varesina sull'intero iter del progetto. Nulla. Il parcheggio era da fare e lo si vuole fare a tutti i costi, contro tutto e contro tutti, con un'ostinazione e una cocciutaggine che hanno dell'inverosimile. Si è dovuti arrivare a una votazione bulgara, dove la maggioranza blindata non ha voluto né saputo ascoltare le voci contrarie che da più parti si sono levate forti e alte.
È bene che i varesini sappiano che questo progetto ha avuto una storia travagliata; e già questo dovrebbe dirla lunga sulla bontà e validità dell'intervento.
La prima mossa fu quella di votare una variante al Piano regolatore cittadino in cui Villa Augusta era classificata come area inedificabile in quanto parco vincolato dalle Belle Arti. Area tutelata in toto, dal 1954, per di più con un vincolo esplicito non già sulla Villa, ma sul parco per " ...la presenza di alberi e arbusti di notevole pregio". Con la variante approvata una parte del parco fu declassata a parcheggio. Prima assurdità, incomprensibile; un sacrificio, spiegò la maggioranza comunale, necessario a supporto delle infrastrutture per il "grande progetto" - un'autentica follia per me in quella location - del nuovo grande polo infantile Ospedale Del Ponte.
Il colpo di mano diede via libera alla presentazione di un primo progetto, bocciato subito dai Vigili del Fuoco per motivi di sicurezza, non avendo i progettisti ben calcolato e dimensionato le superfici esterne di aerazione. Un secondo progetto - un parcheggio sotterraneo multipiano, che andrà a togliere più di tremila metri quadri di parco su una superficie totale di circa quindicimila metri quadri (più del venti per cento) - fu prontamente redatto. Il nuovo disegno prevede ora circa trecentoventi metri quadri di griglie per aerazione a raso in superficie, uno scivolo d'ingresso su Via Bixio, una soletta che verrà rinverdita, essendo lo strato di terreno riportato esiguo, solo con tappeti erbosi, rose e siepette di bosso.
Non entro qui in questioni tecniche specifiche; ma è evidente che questo progetto porterà alla distruzione del parco nel suo disegno originario e che una ferita profonda sarà inferta al paesaggio e all'ambiente. È pure evidente che un parco storico sia tale nella sua interezza e che non esistano - come si vuol far credere - zone marginali o abbandonate.
Il progetto fu bocciato dalla Commissione del paesaggio, che in questo caso ha potere consultivo, ma approvato, con due misere righe a commento, dalla Sovrintendenza regionale ai beni architettonici di Milano, dopo un iniziale diniego sul primo progetto.
È bene, allora, che i varesini sappiano che il parere contrario della Commissione del paesaggio fu inoltrato alla Sovrintendenza a Milano dopo che questa si era già espressa favorevolmente al progetto; fatto anomalo anche perché l'Ente regionale avrebbe dovuto esprimersi, come di prassi, "...sentito anche il parere della Commissione del Paesaggio...". Fatto non avvenuto!
Tutto a posto? Nemmeno per sogno. Grazie alla segnalazione del consigliere PD Carlo Nicora, emerse che il progetto, approvato a Milano, era palesemente in contrasto con due prescrizioni delle norme attuative del Piano regolatore della città; in particolare il nostro regolamento impone che le nuove costruzioni debbano rispettare la distanza di cinque metri dalla pubblica strada e debbano presentare una superficie permeabile pari almeno al cinquanta per cento. Il costruendo autosilo era invece progettato a filo strada e con una superficie permeabile del trenta per cento. Inadeguato e in contrasto con le norme; un progetto inattuabile a meno di modificare le regole del gioco.
Ed è proprio quello che è avvenuto in questi giorni: il Consiglio comunale ha modificato "pro domo sua" le norme, anziché rinunciare o presentare un nuovo progetto come è di solito richiesto ai comuni cittadini.
In poche parole, non avendo il tempo o la volontà di modificare il progetto, si sono semplicemente modificate le regole. Ora sappiamo che a Varese è possibile edificare a filo strada e avere una superficie permeabile inferiore al cinquanta per cento. Questo per il Comune; per il privato cittadino valgono invece le vecchie regole di tutela. Complimenti. Un brutto esempio dato da alcuni politici ai tanti cittadini ligi alle regole e ai regolamenti.
Mi chiedo: come farà ora la Commissione del paesaggio a negare un permesso a un cittadino privato che chiede un intervento edilizio in deroga alle norme attuative del Piano regolatore, se poi è proprio chi ha fatto le norme che chiede e ottiene di disattenderle?
Villa Augusta: ci avviamo verso un triste epilogo, salvo ripensamenti, per altro sempre auspicabili e ben accetti.
Una brutta storia, un colpo mortale inferto al verde della "Città Giardino" e alla credibilità dei nostri amministratori.


Nella foto: Villa Augusta tra le piante secolari del parco
di: Daniele Zanzi
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