» CHIESA - 06/11/11
QUANDO ACCADRÀ QUESTO?
La lettura dal Vangelo di Marco
Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: "Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!". Gesù gli rispose: "Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra che non sia distrutta".
Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: "Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?".
Gesù si mise a dire loro: "Guardate che nessuno v'inganni! Molti verranno in mio nome, dicendo: "Sono io", e inganneranno molti. E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.
Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro. Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte. Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.
Quando vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti; chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa; chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! Pregate che ciò non accada d'inverno; perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà. Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni. Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là", non ci credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.
Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.
In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà
e la luna non darà più il suo splendore
e gli astri si metteranno a cadere dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.
(Marco (13, 1-27)

Stiamone certi, Cristo verrà; a un certo punto, verrà. A un certo punto della storia, della nostra storia, Gesù Cristo salvatore, l'uomo conosciuto dalle genti di ogni parte del mondo, comparirà nuovamente nella nostra vita. Questo capiterà quando l'umanità non sarà ancora annientata, quando lotterà ancora per la sopravvivenza alle catastrofi di cui già abbiamo triste esperienza. Cristo arriverà a segnare la fine della storia così come l'abbiamo sempre conosciuta. Allora non esisterà più la successione temporale degli eventi, non ci sarà più né un prima né un dopo, ma soltanto l'eterno per ciascuno di noi. Rivedremo Gesù, così come egli è, nella sua potenza di padrone dell'universo, nella sua gloria d'amore senza fine, così come qualcuno che non vuole lasciarci mai. Capiterà così. Saremo presi dall'orrore del vedere tutto finire, dall'orrore del cadere nella desolazione della rovina. Allora, se saremo fuori porta, alla gita domenicale, non dovremo rientrare nelle mura cittadine perché crolleranno; dovremo scappare lontano dalle costruzioni dell'uomo, verso quelle di Dio, verso le montagne. Se saremo distesi sul bordo di una piscina, dovremo alzarci velocemente, senza sprecare tempo nel recuperare la crema abbronzante, perché sopra di noi si scatenerà l'inferno. Se saremo riuniti sul campo di uno stadio non sarà per tifare la squadra del cuore ed inveire contro l'arbitro, ma dovremo chiedere a quell'arbitro di essere imparziale nella distribuzione di generi di prima necessità, coperte, cibo, acqua e medicinali che scarseggeranno. Saremo presi dall'orrore nel vedere la fine cosi come essa è. Ci ricorderemo quindi di un canto che dice: "Il Signore è la vita che umilia la morte" e comprenderemo così che quella devastazione che ci pioverà addosso non sarà solamente vinta da Cristo, ma Cristo la umilierà battendola. Quale luce ne otterremo! Sapremo che Gesù nella sua potenza non combatterà solamente contro il nostro sterminio e quello di tutto ciò che conosciamo, vincendo la battaglia come guerriero più forte. Egli sarà in grado di umiliare il suo avversario, persino il più temibile e il più sanguinario. Gesù Cristo non vincerà semplicemente, ma umilierà la morte e il suo vano tentativo di schiacciare la vita. Cristo trionferà, beffandosi del male. Qualcun altro lo potrà fare?


Nella foto: Gerusalemme oggi, con la spianata del tempio su cui sorge la Moschea di Omar, dal Monte degli Olivi
di: Massimo Crespi
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