» Lettere - 06/11/11
LA SOLIDARIETÀ SALVA L'UOMO
Succede, purtroppo, a volte, capitano queste catastrofi naturali che si abbattono su cose, case e popolazioni, spazzando via e distruggendo in un attimo, senza appello, tutto quello che trovano sul loro percorso e lasciando una scia di desolazione, morte, sconcerto, disperazione...
Quali le cause di tutto ciò? Possono essere diverse: dall'inopinata incuria del territorio o peggio dalla sua selvaggia deturpazione o dal solo fatto che esso morfologicamente e geograficamente "si presta" all'accadimento di tali eventi. A un certo punto, anche per la concomitanza di più elementi, questi fatti accadono ed è il disastro, la tragedia. In un attimo la forza distruttrice spazza tutto e ti ritrovi senza niente, senza, magari, gli affetti famigliari perché qualcuno dei "tuoi" perde la vita, senza casa, senza beni, ti senti solo, abbandonato, senza speranza.
In questo caso, in Liguria e Toscana, vengono devastate zone attraenti anche dal punto di vista turistico e ti chiedi perché, perché deve venire cancellato un patrimonio naturale incantevole, un paesaggio da cartolina, da sogno, da film. Ma recriminare, protestare, se non per una precedente cattiva gestione del territorio da parte di coloro preposti a farlo, non serve; non giova appellarsi a una presunta ingiustizia di Dio perché così non è, perché Dio è intrinsecamente buono, è il Bene e vuole il bene dell'uomo (il problema del male è un mistero grande e a volte oscuro anche per il cuore umano).
Quando capita devi sperare e pregare di salvare il salvabile, di salvare la tua vita e quella dei tuoi cari, di inchiodare alla sue responsabilità chi, eventualmente, non ha agito correttamente, non ha fatto una adeguata opera di prevenzione, non ha anche previsto l'accadimento dell'evento catastrofico. Ti devi affidare, questo sì, all'aiuto e alla solidarietà degli altri sia essi volontari o esperti del settore (protezione civile, vigili del fuoco), di una solidarietà concreta fatta di calore umana e vicinanza, fatta di aiuti materiali come sgombero di macerie, recupero delle proprie cose salvate, ricerca di una sistemazione provvisoria e poi avvio della ricostruzione, fatta anche di aiuti economici basta che non sia solo a parole o negli intenti, che non scivoli in una semplice commiserazione o non dica: "Ma io, che sono lontano, cosa posso fare?"
Questa è solidarietà vera che nasce dalla consapevolezza che l'altro, magari anche lontano, è mio simile, che scaturisce, per un credente, dal fatto che siamo figli di uno stesso Padre che non vuole la morte ma la salvezza di ogni uomo. Hai anche un immenso bisogno di recuperare la speranza per il futuro che si basa sulla tua forza di reazione ma, ancora una volta, sull'aiuto degli altri, e, non per ultimo, sull'affidamento a Dio.

Vezio Zaffaroni


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