» Incontri - 20/11/11
LA DEDICA SEGRETA
Lando di Pietro e Ambrogio Lorenzetti: una storia curiosa
Giorni orsono ho partecipato alla presentazione di una mostra dal titolo "Cor magis, il cuore, l'opera, il bene comune, Siena Anno Domini 1337", che riproduce e commenta i due grandi affreschi di Ambrogio Lorenzetti che ornano le pareti della Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena, conosciuti come gli affreschi del buon governo e del cattivo governo.
La curatrice della mostra, Mariella Carlotti, ha descritto ed illustrato attraverso l'arte pittorica di Lorenzetti, l'esperienza di costruzione del bene comune che animava il popolo senese e che ha segnato in modo indelebile quella che ancora oggi rappresenta una delle più belle città d'Italia.
Ma soprattutto vorrei qui raccontare quello che più mi ha colpito di quella serata e che costituisce il gran finale della mostra.
Il 23 gennaio del 1944 un violento bombardamento alleato ha gravemente danneggiato una chiesa che sorge al di fuori delle mura di Siena, la Basilica dell'Osservanza, la chiesa dove predicava San Bernardino da Siena. In quel luogo era custodito un prezioso crocifisso ligneo, il cui autore era rimasto, fino a quel giorno, sconosciuto. Con il bombardamento andò distrutto anche il crocifisso e di esso rimasero solo alcuni frammenti del ginocchio e del braccio di sinistra e, quasi intero, il capo del Cristo; successe però che il capo, che era formato da due parti, per il calore della esplosione si aprì nel mezzo. All'interno della testa del crocifisso la sorpresa: si trovò una pergamena che conteneva la dedica segreta dell'autore dell'opera. Si scoprì così che il capolavoro era stato realizzato nel 1337 da Lando di Pietro, orafo, scultore ed architetto senese.
Lando aveva inserito la sua personale preghiera, che nessuno dei posteri avrebbe mai letto, se l'opera non fosse andata distrutta con il bombardamento, e che suonava, nella lingua del tempo, all'incirca così: "Santi e sante tutti pregate Gesù Cristo, figlio di Dio, perché abbia misericordia di Lando e della sua famiglia e li salvi dalle mani del nemico di Dio. Gesù, Gesù, Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, abbi misericordia di tutta l'umana generazione, amen"; e sul retro della pergamena una postilla: "fu compiuta questa figura a similitudine di Cristo Gesù crocifisso, figlio del Dio vivo e vero, e Lui bisogna adorare e non questa effige".
Anche nel ginocchio era contenuto un piccolo cartiglio, sul quale era scritto:
"Anno del Signore 1337, Gesù Cristo per la tua misericordia ti sia raccomandata l'anima di Lando di Pietro orafo, il quale fabbricò questo crocifisso".
Il commento finale di Mariella Carlotti riguarda tutti noi ed il nostro desiderio di contribuire alla costruzione del bene comune nella nostra società: "È questa tensione all'ideale che l'uomo vive nel segreto della sua esistenza quotidiana e che nasconde nel segreto della sua opera, la radice misteriosa che fiorisce nella concordia... la tua opera è un bene per tutti, se ha dentro questo cartiglio: sembra niente ed invece è da questa tensione al vero, che uno vive nel suo lavoro, che scaturisce un mondo più bello".
Grande Lando, orafo senese, e grande Mariella!


Nella foto: la testa del crocifisso di Lando di Pietro
di: Guido Bonoldi
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