» Incontri - 18/12/11
PADRE IMPERATORI, IL "MILES CHRISTI"
Apostolo del solidarismo, ha trascorso una vita in prima linea sul fronte della bontà
Nel giugno dell'anno scorso avevo iniziato da pochi giorni a lavorare all'Ospedale di Busto Arsizio quando ricevetti una telefonata dell'allora Direttore Generale Pietro Zoia, che mi segnalava che stava per essere ricoverato nel mio reparto un paziente illustre, Padre Alfredo Imperatori, gesuita dell'Aloisianum di Gallarate.
Padre Imperatori, che io non conoscevo, era molto noto in Ospedale, in quanto per vari anni aveva insegnato etica presso la locale Scuola Infermieri; ma soprattutto era famoso per le opere assistenziali a cui aveva dato vita e a cui ancora, alla veneranda età di ottantacinque anni, si dedicava con passione. Aveva fondato nel 1981 l'Istituto di Ricerca per l'Integrazione Sociale (IRIS), nell'ambito del quale erano sorte attività di teleassistenza per anziani soli (Televita), attività formative nel campo della informatica e laboratori artistici per disabili, attività di inserimento professionale per giovani. Nel 2001 Padre Alfredo era stato insignito del premio "Lombardia per il lavoro" dal Presidente Formigoni. Nella sua lunga vita Padre Imperatori aveva sempre cercato di fare il bene e di farlo bene.
Entrando per la prima volta nella sua stanza mi aspettavo di trovare, forse complice anche il cognome altisonante, un sontuoso monsignore, di quelli che ti accolgono con distaccata benevolenza; trovai invece una persona minuta, con una chioma ancora folta e nera a dispetto dell'età e con due occhi vivaci e furbi da ragazzino. Più che della malattia che lo aveva condotto al ricovero Padre Imperatori era preoccupato per la sua Opera; ma, ancor di più, era desideroso di rendere, anche nella malattia, la sua testimonianza di cristiano.
Nei mesi seguenti Padre Alfredo è stato ricoverato altre due volte nel mio reparto e io sono diventato per lui, insieme al collega Emilio Lualdi, primario del Pronto Soccorso, uno dei suoi medici di riferimento ed anche, posso dire, un amico. Ho avuto l'opportunità di visitare il Centro IRIS a Gallarate e di pranzare con lui e con i suoi confratelli.
Padre Imperatori, pur con tutti i suoi problemi di salute, continua a combattere in prima linea la sua buona battaglia di "miles Christi" e la vita non gli risparmia nulla, basti pensare al recente drammatico omicidio di Marianna Ricciardi di Samarate, che era la responsabile di Televita, omicidio perpetrato da Domenico Cascino, che aveva conosciuto la sua vittima proprio presso il Centro IRIS, al quale era stato affidato dalla Caritas di Gallarate.
In questi giorni di Avvento ho pensato a Padre Alfredo Imperatori per la forza della sua testimonianza di cosa voglia dire vivere la vita con un impeto giovanile, che non si spegne con gli anni e che non si rifugia nel passato, ma che vive il presente con intensità. Come ha scritto il Santo Padre nella lettera apostolica per l'Anno della fede, "nel cuore umano è inscritto indelebilmente un invito permanente a mettersi in cammino per trovare Colui che non cercheremmo se non ci fosse già venuto incontro".


di: Guido Bonoldi
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