» ATTUALITA' - 18/12/11
UN MONDO PER TUTTI
Auspicata dal Pontificio Consiglio della Giustizia una riforma del sistema finanziario
Una recente nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace giustamente parla di una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un'autorità pubblica a competenza universale. Questo di fronte alla finanziarizzazione patologica dell'economia, al trionfo oltre ogni regola della rendita finanziaria con la clamorosa dilatazione delle disuguaglianze e la crisi del processo stesso di accumulazione della ricchezza. Il liberismo economico non trova più contenimenti, né controlli, il mercato si è tramutato in un apriorismo economico, mentre si va sempre più accentuando il deficit della politica e delle istituzioni nella prospettiva della globalizzazione. I paesi sinora protagonisti dello sviluppo constatano preoccupati d'avere vissuto a lungo al di sopra delle proprie disponibilità e sono segni di involuzione il consumismo smodato delle energie non rinnovabili, lo spirito predatorio e il saccheggio delle ricchezze naturali, mentre l'immaginario dei paesi emergenti si ispira alla civiltà euroatlantica dissipatrice (colla diffusione sempre più ampia di una classe agiata di consumatori).
Ecco allora porsi il principio della sostenibilità dello sviluppo di fronte alla minaccia dell'autodistruzione. Il modello di benessere dell'era consumista va messo in discussione, constatando che le risorse sono limitate e va rispettata l'integrità della natura e delle relazioni sociali. In primo piano si impone che le tecnologie siano rispettose della natura, che si possa rigenerare la biosfera, che anche gli stili di vita personali vengano corretti. La vita può essere prospera anche a prescindere dalla logica di una crescita permanente forzata, intesa solo quantitativamente. Alla ecoefficienza deve corrispondere l'ecosufficienza. Così si supererà l'allarme dato dalla crisi del petrolio (con il tasso di scoperta di nuovi giacimenti in declino), dagli attentati alla biodiversità (con tante specie minacciate o a rischio di estinzione ) e si porrà qualche rimedio al peggioramento climatico: l'obiettivo di non superare l'aumento della temperatura media globale di due gradi è già dato per irraggiungibile in questo secolo. Meglio, diverso, meno sono i connotati di questa vasta operazione affidata a una società della partecipazione, che registri un diritto d'ospitalità per tutti. Obiettivo primario infine la rifondazione dell'organizzazione mondiale del commercio.


di: Livio Ghiringhelli
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